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Dedican un asteroide a un sacerdote católico: quién es y por qué

 Luca Peyron es un alegre sacerdote italiano, escritor y cofundador del Servicio para el Apostolado Digital de la Arquidiócesis de Turín.

El portal UCCR, sitio web que expresa el pensamiento de jóvenes católicos sobre diversos temas con el objetivo de profundizar en las razones de la existencia de Dios y en los fundamentos de la fe cristiana, realizó una entrevista el 20 de junio a este personaje, a quien la Unión Astronómica dedicó el nombre del asteroide por haber «sido capaz de conectar la astronomía con la conciencia colectiva, utilizando el cielo profundo no solo con fines científicos, sino también para el crecimiento cultural y educativo» con sus publicaciones. 

Luca Peyron es un alegre sacerdote italiano, escritor y cofundador del Servicio para el Apostolado Digital de la Arquidiócesis de Turín. 

En la entrevista a UCCR explicó un dato relevante de su actividad en la astronomía: “Hoy el cielo profundo, las nebulosas, las galaxias y los meteoritos forman parte de las herramientas pastorales con las que intento anunciar el Evangelio y tejer un diálogo entre diferentes saberes. Una pasión privada que, de hecho, pronto se convirtió en una herramienta pastoral: me temo que se trata de una deformación vocacional”. 

Sobre la relación entre su trabajo científico y la pastoral con los jóvenes universitarios encontró la utilidad del diálogo entre la ciencia y la fe: “Los años pasados en los pasillos del Politécnico y de la Universidad de Turín me han llevado a convencerme de que el diálogo es esencial”. 

Aclara el papel de la conexión entre fe y vida: “Creo que una de las grandes cuestiones de nuestro tiempo es mostrar la pertinencia de la fe con la vida, y esto pasa hoy por una vida profundamente marcada por la cultura científica y técnica (…). Dar cuenta de la fe en la actualidad y confirmar a los que viven la fe no se aleja tanto de las pruebas científicas de la existencia o inexistencia de Dios. Pasa por el camino de los Reyes Magos, que hacen de la ciencia un camino que conduce a las preguntas con significado, para encontrarse con Aquel que da sentido a cada pregunta”. 

Ve la cercanía entre fe y ciencia como algo más que una casualidad: “Releer las páginas de la Biblia con los ojos vueltos al cielo es fuente de descubrimientos siempre nuevos, visiones extraordinarias y sugerencias espirituales. Empezando por los dos más sencillos: Nuestro Padre que está en los cielos y el Dios en quien creo, Padre creador de los cielos. ¿Es un complemento de lugar o la revelación de una conexión entre la paternidad de Dios y la belleza que colorea la noche?”. 

Ante la insistencia sobre la mente científica y Dios, sugiere una reflexión profunda: “El auténtico creyente es una persona que no deja de hacerse preguntas y no se conforma con clichés. Necesita un encuentro concreto y real, una inteligencia existencial (…) El cielo, sea cual sea la razón por la que se mire -ciencia, poesía o un apagón de internet- es sin duda uno de los mejores despegues para una aventura de significado y de la fe. Es por eso que redescubrirlo y devolvérselo a la gente apaga algunas luces innecesarias”. 

A quienes opinan que no hay rastro de una ayuda superior que venga a salvarnos de nuestras lacras, el padre Luca respondió: “No me siento un privilegiado a costa de los demás. Me siento investido por una belleza que me hace feliz, me hace sentir amado y querido. Y espero que no sea solo mía o solo para mí. Tiene razón (Karl Sagan) al decir que somos irrelevantes, los gusanos de Jacob (…). Yo estoy agradecido de que el Sol invada la Tierra y la caliente. Estoy agradecido de que Cristo haya traspasado mi naturaleza humana y la haya redimido. Sí. Esta ayuda llegó. No de otra parte. Sino de siempre”.


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Recensione su Asprenas, Facoltà Teologica Italia Meridionale

Il prezioso lavoro di Luca Peyron, sacerdote della diocesi di Torino, ci introduce in un mondo in cui siamo immersi ma di cui non comprendiamo ancora  i pieni contorni: il mondo dell’infosfera. Il termine, coniato nel 1971, è tornato alla ribalta recentemente per lo sviluppo dei mezzi di comunicazione nel loro insieme e delle informazioni da essi diffuse.

Il testo si snoda in una prefazione (dell’arcivescovo Angelo Vincenzo Zani), un’introduzione di Istruzioni per l’uso, cui seguono tre capitoli, le conclusioni, una postfazione (di Luciano Floridi) e i ringraziamenti dell’autore. Il tutto in un libro di 160 pagine ma con un potenziale enciclopedico. Lo scopo di  Peyron è indicato nel sottotitolo: Custodire l’umano nell’infosfera, «occuparsi dell’uomo e della vita di fronte alla sfida del tempo che ci è dato di vivere» (Prefazione, p. 5).

L’infosfera è questa: la vertiginosa capacità di dare, ricevere, ricercare, rielaborare, rilanciare informazioni, notizie, fatti, storie, materiali di studio,  video personali o altrui, e quant’altro in maniera istantanea attraverso i PC, i cellulari, gli orologi da polso. Qui sorgono le domande: quanto c’è di veramente “umano” in questa possibilità? E come possiamo, in quanto credenti, entrare, in maniera umana, nel mondo tecnico dell’informatizzazione in quanto essa è talmente pervasiva nella nostra vita, rischiando di essere condizionati, guidati, plasmati dall’illusoria possibilità di fare qualunque cosa attraverso un click? Peyron vuole dare risposta a tali domande, le quali rimandano a un progetto dov’è in gioco l’umano e la tecnica, in parte contrapposti, ma dov’è necessario trovare una via di interazione e integrazione reciproca. 

[...]

Il testo presenta in maniera chiara e divulgativa la problematica che il mondo digitale, definito sinteticamente infosfera, presenta con i suoi chiaroscuri. La divulgazione non fa venire meno la scientificità dei contenuti, grazie a una discreta ma qualificata presenza di note. Manca un apparato bibliografico e un lessico che potrebbe aiutare di più il lettore ad approfondire la tematica. Di certo si tratta di uno studio che può favorire l’approfondimento  in percorsi di formazione per operatori pastorali come anche confronti seri con il mondo laico. È auspicabile la continuazione dei temi, con la messa a fuoco pastorale di un’educazione profonda, per favorire il sano utilizzo di quanto il mondo infosferico ci offre. 

Carmine Nappo, Asprenas, 4, 2019, 131-136

Torino, prediche di quaresima in streaming ai tempi del coronavirus


da La Repubblica: Le predicazioni per la Quaresima non si fermano nemmeno con il Coronavirus e vanno in streaming. 

Il responsabile della pastorale universitaria della diocesi di Torino, don Luca Peyron, avrebbe dovuto essere domani a Legnano, in Lombardia, per un momento di preghiera con centinaia di fedeli, ma le regole dei decreti del governo che cercano di bloccare il contagio impediscono di spostarsi e, soprattutto, di creare assembramenti. 

Lui avrebbe dovuto intervenire proprio in qualità di docente di teologia dell'innovazione digitale: “Sarebbe stata una occasione bella di stare insieme e guardare attraverso la Parola di Dio alla modernità digitale. Poi è arrivato Covid19 e tutto salta, o forse no” scrive il sacerdote in un post su Facebook. Grazie alla solidarietà infatti la predicazione andrà in diretta streaming: “Lui è Alessandro Contaldo di Repubblica, ed è bravo molto bravo. 

Ma è soprattutto un uomo generoso” scrive don Luca postando una foto di Contaldo.


Dopo le lezioni, le lauree e le riunioni, ora arrivano anche le preghiere in streaming: “La predicazione non salta perché lui, Alessandro, mi ha regalato la sua telecamera professionale, quella che vedete appoggiata sul gradino a sinistra nella foto – si legge nel post - Grazie a quella domani 1500 persone pregheranno in streaming, entrerò nelle loro case con una immagine nitida, provando a condividere il futuro per non essere schiacciati da questo presente troppo complesso. 

L'elogio della generosità al tempo del coronavirus!”.


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La citazione del giorno

Ringraziamo la Libreria del Santo, prestigiosa libreria cattolica on line, la prima a nascere, per aver preso spunto da Incarnazione digitale il 25 luglio.