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Luca Peyron, indispensabile il dialogo tra scienza e fede

 Il teologo appassionato astronomo a Fiera del Libro di Taipei


Indispensabile il dialogo tra scienza, fede e tecnologia per Luca Peyron che su questi temi ha uno sguardo originale.

Giurista, teologo, sacerdote diocesano, coordinatore degli aspetti culturali e pastorali di Spei Satelles, la prima missione spaziale nella storia della Chiesa Cattolica, lo mostra nel suo libro Cieli Sereni, pubblicato da Edizioni San Paolo nel 2023, che ha venduto 5 mila copie e ha avuto quattro ristampe, di cui è in arrivo il seguito Sconfinato.

Al centro di tutto c'è il cielo "che dovrebbe abitare di più la vita delle persone" dice all'ANSA Peyron tra gli ospiti della delegazione italiana alla Fiera del Libro di Taipei, dal 4 al 9 febbraio, dove l'Italia è Paese Ospite d'Onore.
    "Taiwan è uno dei centri mondiali più importanti per la produzione di tecnologia. È il luogo in cui nasce fisicamente la tecnologia che tutti utilizziamo. Un posto iconico. Parlare di questi temi qui è come andare alla sorgente di ciò che ci circonda. Farlo con il paese di cui faccio parte per me è un motivo di restituzione" spiega Peyron che è cappellano del Politecnico, insegna Teologia digitale alla Cattolica di Milano e fa catechesi con i meteoriti.
    "La tecnologia deve custodire l'umano. 'Cieli sereni' è un diario della nascita e della mia passione di astro fotografo e di come incontrare galassie e pianeti mi faccia rileggere la fede con categorie diverse che per me sono diventate un linguaggio per annunciare in modo diverso il mistero di Cristo" racconta del suo sesto libro. Annuncia anche: "con la Fondazione Matrice, grazie ai fondi del Pnrr e con l'aiuto di Fondazione Crt abbiamo un progetto per costruire il primo telescopio solare ad uso delle scuole mettendo insieme insegnati di lettere, scienze, religione in maniera multidisciplinare. Il tema dello spazio unisce tantissimo, apre orizzonti e smonta incomprensioni". La fede, continua "ci da una serie di obiettivi, la scienza ci da la capacità di raggiungerli. La scienza non spiega Dio, spiega la realtà, ma nello spiegare la realtà mostra l'opera di Dio. Gesù fa il falegname, è il costruttore di tecnologia. Ma che tipo di tecnologia è quella che costruisce? Una tecnologia per la cura: la culla, il tavolo, la sedia" spiega. Oggi che la tecnologia è così potente dovrebbe, secondo il teologo, "incorpora un elemento di cura.
    Basta pensare ai social media che possono essere strumento che crea dipendenza o che crea indipendenza".
    Peyron collabora anche la Fondazione Nazionale per l'Intelligenza Artificiale che ha sede a Torino. "Ho animato il processo che la ha portata ad esistere. L'Ia - dice - è una cultura, un ambiente e quindi cambia i rapporti umani, il dato antropologico, l'identità. È una tecnologia ecologica, non nel senso che non consuma energia, ma che se la introduci in un ambiente cambia il colore di quell'ambiente, come una goccia di colorante in una bottiglia d'acqua. Se io introduco una tecnologia così trasformativa nella vita dell'essere umano voglio che questo renda l'umano sempre più umano, non sempre più vicino alla macchina". Può, si chiede Peyron, l'IA essere al servizio di una maggiore umanizzazione? Può essere una componente vocazionale, permettermi di essere più umano? Può essere al servizio delle relazioni per renderle più autentiche? "È una tecnologia capace di inglobare valori, governata da persone, l'obiettivo che tutti dovremmo avere e che dovrebbe essere perseguito da chi disegna Intelligenza Artificiale, soprattutto generativa e complessa. La macchina deve avere anche uno scopo sociale-umanistico. Non posso fare un algoritmo senza considerare le conseguenze antropologiche e psicologiche. Posso usare la macchina per pensare meglio ma non per non pensare più" dice convinto Peyron.
    Quando uscirà il nuovo libro, Sconfinato? "Ad aprile, sempre Edizioni San Paolo. L'idea di fondo è che la terra potrebbe essere più bella se lasciassimo che il cielo sconfinasse un po' di più. Partendo dal presupposto che Cristo è lo sconfinato per definizione" annuncia il teologo.

 

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Sacerdoti e comunicazione nell’era digitale: un percorso di formazione

“Essere preti nell’era digitale: esperienze, sfide e opportunità” è il titolo del corso in tre tappe promosso dall’Ufficio per la Comunicazioni Sociali della Diocesi, in collaborazione con la Formazione permanente del Clero. Gli incontri si terranno il 18 marzo, il 29 aprile e il 27 maggio, in mattinata

La Chiesa di oggi si trova a operare in un contesto sempre più digitale, dove la comunicazione gioca un ruolo cruciale. Una realtà che sfida e interroga anche i presbiteri e il loro modo di esercitare il ministero.

Per fornire strumenti adeguati e provare a rispondere ad alcuni interrogativi nasce il corso “Essere preti nell’era digitale: esperienze, sfide e opportunità”, un itinerario di formazione in tre tappe, promosso dall’Ufficio per la Comunicazioni Sociali della Diocesi, in collaborazione con la Formazione permanente del Clero. Gli incontri si terranno il 18 marzo, il 29 aprile e il 27 maggio presso la Sala Convegni della Curia Arcivescovile di Milano (Piazza Fontana 2), dalle ore 9.45 alle 12.45.

Quali strategie di comunicazione possono essere più efficaci oggi in ambito ecclesiale e pastorale? Come essere presenti, da presbiteri, nel mondo digitale? In che modo i nuovi media possono essere strumenti di annuncio? Sono alcuni degli interrogativi che guideranno il percorso, arricchito dagli interventi di esperti del settore e testimoni diretti.

Questi titoli e relatori degli incontri:

. 18 marzo, “Il contesto comunicativo attuale e i suoi riflessi sulla missione della Chiesa”, interventi di Roberto Bernocchi, docente e pubblicitario, Federico Bianchino, social media manager di ChiesadiMilano, Stefano Trasatti, direttore editoriale di ITL.

. 29 aprile, “Come comunica un sacerdote? Aspetti relazionali e mediatici”, interventi di Juan Narbona, professore di Comunicazione istituzionale presso la Pontificia Università della Santa Croce a Roma, don Marco Ferrari, presbitero diocesano e membro del progetto “La Chiesa ti ascolta”, Stefano Femminis, direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali.

. 27 maggio, “Il ‘continente digitale’: un luogo di annuncio?, interventi di don Luca Peyron, responsabile dell’Apostolato digitale della Diocesi di Torino, suor Chiara Darrì, religiosa delle Suore di Carità e membro del progetto “La Chiesa ti ascolta”, don Luca Fossati, collaboratore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi di Milano.

Tutti gli incontri si concluderanno, per chi lo desidera, con la recita dell’Angelus nella Cappella arcivescovile.

La partecipazione è riservata ai sacerdoti ed è gratuita, ma è richiesta l’iscrizione a questo link. Maggiori info su www.chiesadimilano.it/comunicazionisociali

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Uomini e Profeti I Il Festival Biblico tech 2024

Festival Biblico tech 2024, dedicato al tema dell'innovazione tecnologica. 


Con Roberta Rocelli, direttrice generale del Festival Biblico, don Luca Peyron, teologo e direttore dell'Apostolato Digitale, Carola Frediani, giornalista, esperta di sicurezza informatica e di diritti umani. Con Felice Cimatti.

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CONVEGNO: LAVORO, ETICA, INTELLIGENZA ARTIFICIALE. Noi e loro: etica e intelligenza delle macchine

 giovedì 10 ottobre

Torino
Aula magna del Liceo Classico “V. Alfieri”
Corso Dante, 80

Il convegno intende inserirsi nel dibattito riguardante l'intelligenza artificiale, l'etica e le tecnologie digitali in particolare per favorire una migliore comprensione degli aspetti che riguardano il modificarsi della concezione del mondo, della vita, e della posizione in esso occupata dall’uomo; aspetti che, in maniera del tutto evidente, sono fortemente condizionati dalla rivoluzione tecnologica in corso.

PROGRAMMA

9 - 9.30   Accoglienza e registrazione partecipanti

9.30 – 13   Prima sessione

Intelligenza artificiale: scienza o magia?

Introduce e modera: Giovanni Ferrero
Interventi di:
• Stefano Frache:

Tra scienza e fantascienza: rappresentazioni mediatiche dell’IA
• Pietro Terna:

Dialoghiamo con ChatGPT per capire come funziona, con l’aiuto del pubblico
• Angelo Saccà:

L’IA nei processi di comunicazione digitale
• Giuseppe Anerdi:

Robotica e IA

13 - 14.30   Intervallo

14.30 – 18   Seconda sessione

Tavola rotonda: Etica e tecnologie digitali

Introduce e modera: Pietro Bizzotto
Interventi di:
• Simona Borello
• Paola De Faveri
• Simone Natale
• Don Luca Peyron
Conclusioni: Ilenya Goss

Qui per scaricare la locandina 

XXII Giornata della Formazione Manageriale ASFOR

La Giornata della Formazione Manageriale è l’evento annuale che Asfor – Associazione Italiana per la Formazione Manageriale dedica ai temi più attuali della cultura d’impresa e al ruolo della management education quale leva per lo sviluppo e per la comprensione della complessità e degli scenari evolutivi che coinvolgono persone e organizzazioni.

La XXII edizione della Giornata, intitolata “IA, impatto sociale e apprendimento organizzativo. Cosa cambia nella cultura e nella formazione manageriale?” si terrà a Torinomercoledì 19 giugnodalle ore 9.15 alle 13.30ospitata da Cottino Social Impact Campus (Corso Castelfidardo 30/A-Torino).

Un argomento di forte attualità: negli ultimi mesi, infatti, sia l’Europa che l’Italia si stanno interessando al tema. La Commissione europea ha prodotto la prima legislazione mondiale sull’Intelligenza artificiale e anche il governo italiano è pronto ad approvare il suo regolamento.


La Giornata del 19 giugno sarà l’occasione per analizzare queste e tante altre novità, offrendo spunti di riflessione utili per lo sviluppo e l'applicazione dell’intelligenza artificiale, nel consueto dialogo tra mondo accademico, imprenditoria e professionisti della formazione


Partner della Giornata, i Soci Cottino Social Impact, ISTUD Business School, SAA School of Management.

Il confronto si svilupperà attraverso tre sessioni:
- I Sessione | L’essere umano di fronte all’intelligenza artificiale: alla ricerca di un punto di equilibrio
- II Sessione | IA, sviluppi tecnologici e questioni umane
- III Sessione | Generative AI: trasformazione delle competenze, impatto sociale. Quali implicazioni per la formazione manageriale?

Nel corso della mattinata, sarà conferito l’ASFOR Award for Excellence 2024.

Come ogni anno, la Giornata ASFOR sarà un importante momento di confronto della comunità italiana della management education che si riunirà per sviluppare un concreto dialogo tra mondo accademico, imprenditoria e professionisti della formazione.

A seguire, nel pomeriggio il Workshop, aperto a tutti, sull'impatto sociale delle Scuole di Management e delle Corporate Academy.


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"Intelligenza Artificiale". A San Maurizio due incontri sulla tecnologia che sta cambiando il mondo

Organizzati dalla Rettoria San Grato Vescovo di Malanghero con don Luca Peyron

Con chatGPT il tema relativo all'intelligenza artificiale è diventato prioritario in molti incontri come pure la preoccupazione di essere rimpiazzati dalle macchine, soprattutto nel mondo del lavoro.

"Intelligenza Artificiale: fonte di opportunità, rischi o minacce?" è il titolo dei due incontri in programma a San Maurizio Canavese giovedì 2 e venerdì 10 maggio, alle 21, nella sala congressi di Casa Marchini Ramello (via Bertone 17), organizzati dalla  “Rettoria San Grato Vescovo” di Malanghero.

Il relatore, don Luca Peyron, direttore della Pastorale universitaria di Torino, coordinatore del Servizio per l’Apostolato Digitale e docente di Teologia all’Università Cattolica, accompagnerà il pubblico nei due appuntamenti  proponendo riflessioni, opportunità e sfide legate a una scoperta relativamente nuova, che sta già rivoluzionando il quotidiano di tutti noi e della quale conosciamo una minima parte.

L’ingresso è gratuito, ma va comunicata la propria presenza ad una o ad entrambe le serate perchè il numero di posti a sedere è limitato.

Informazioni e prenotazioni al 346 7583401, anche tramite WhatsApp.


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Comunicazione artificiale o informazione intelligente?

 


4 maggio - Le sfide etiche e deontologiche dell’AI per giornalisti e comunicatori

  • Saluti introduttivi:
  • Stefano Femminis, direttore Ufficio Comunicazioni Sociali Diocesi di Milano
  • don Simone Bruno, direttore editoriale San Paolo Edizioni
  • Prolusione:
  • mons. Lucio Adrián Ruiz, segretario generale del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede
  • Video introduttivo: 
  • testimonianze di Giancarlo Loquenzi (conduttore di “Zapping”, Rai Radio1), 
  • mons. Davide Milani (prevosto di Lecco, presidente Fondazione Ente dello Spettacolo), 
  • Riccardo Sorrentino (presidente Ordine dei giornalisti Lombardia)
  • Tavola rotonda con: 
  • Antonella Marchetti, professore ordinario di Psicologia dello Sviluppo e Psicologia dell’Educazione, direttore del Dipartimento di Psicologia (Università Cattolica, Milano); 
  • don Luca Peyron, Apostolato digitale Arcidiocesi di Torino, Humane Technology Lab (Università Cattolica, Milano); 
  • Pietro Saccò, giornalista di “Avvenire”
  • Dialogo con il pubblico
  • Coordina la mattinata: 
  • Martina Pennisi, giornalista del “Corriere della Sera”
18 maggio - La comunicazione ecclesiale e l’AI
  • Se l’AI entra in parrocchia
    • don Luca Fossati, collaboratore Ufficio Comunicazioni Sociali Diocesi di Milano
  • L’AI e la comunicazione social
    • Federico Bianchino, social media manager di ChiesadiMilano
  • Usare le newsletter per la comunicazione parrocchiale
    • Raffaele Biglia, collaboratore Ufficio Comunicazioni Sociali Diocesi di Milano
1 giugno - Produrre contenuti con l’AI (e non solo)
  • L’uso dell’AI per la produzione di contenuti
    • Alberto Puliafito, giornalista, direttore di Slow News
  • Il podcast come strumento emergente di comunicazione
    • Catia Caramelli, giornalista di Radio24
  • Nuovi strumenti digitali e aggiornamenti normativi
    • don Luca Fossati, collaboratore Ufficio Comunicazioni Sociali Diocesi di Milano
Quota di partecipazione 30 euro. Iscrizione obbligatoria
entro il 1° maggio (fino ad esaurimento posti) su: www.centropastoraleambrosiano.it
Il pagamento deve essere effettuato con carta di credito o tessera prepagata.
L’incontro del 4 maggio è aperto ai giornalisti iscritti all’Ordine (l’incontro riconosce crediti formativi)
Info e iscrizioni: www.formazionegiornalisti.it
Info: www.centropastoraleambrosiano.it
Per informazioni:
Ufficio per le Comunicazioni Sociali
Piazza Fontana, 2 – 20122 Milano – tel. 02 85.56.240 – comunicazione@diocesi.milano.it

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Quando l'intelligenza artificiale arriva in parrocchia

 

Un ciclo di incontri all'Università Cattolica per utilizzare al meglio gli algoritmi nell'attività pastorale. Il tema portante, seguendo quanto proposto da papa Francesco nel suo recente messaggio per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, è l’incidenza degli algoritmi nell’informazione e nella comunicazione, come risorsa e anche come rischio.


Comunicare la Chiesa ai tempi dell’Intelligenza artificiale. È il titolo del ciclo di formazione e aggiornamento che l’Università Cattolica di Milano ha organizzato in particolare per tutti coloro che si occupano di formazione in ambito ecclesiale (parrocchie, comunità, associazioni) e per tutti gli interessati. Le lezioni si terranno il 4, il 18 maggio e il primo giugno alle 12.45 nella sede dell’ateneo. Il tema portante, seguendo quanto proposto da papa Francesco nel suo recente messaggio per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, è l’incidenza degli algoritmi nell’informazione e nella comunicazione, come risorsa e anche come rischio. Il primo incontro del 4 maggio sarà aperto anche ai giornalisti (con crediti formativi rilasciati dall’Ordine), con un approccio più teorico e metodologico, gli altri due incontri saranno invece diretti agli operatori pastorali della comunicazione ed è prevista anche una parte di formazione pratica in laboratorio. Tra i relatori Stefano Femminis, direttore dell’Ufficio comunicazione della diocesi di Milano, don Simone Bruno, direttore editoriale della San Paolo Edizioni, monsignor Lucio Adrìan Ruiz, segretario generale del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, Giancarlo Loquenzi, direttore di Zapping, su Radio 1, monsignor Davide Milani, prevosto di Lecco e presidente della Fondazione Ente per lo Spettacolo, Riccardo Sorrentino, presidente dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia, don Luca Peyron, dell’Apostolato digitale della diocesi di Torino. «Usare le newsletter per la comunicazione parrocchiale» sarà il tema della relazione di Raffaele Biglia, collaboratore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della Chiesa di Milano, mentre Catia Caramelli, giornalista di Radio24, parlerà del podcast come strumento emergente della comunicazione​​. Iscrizione obbligatoria entro il 1° maggio su www.centropastoraleambrosiano.it

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Lo spazio che ci è dato: la speranza al tempo dell’algoritmo.




In un tempo di metamorfosi dovute principalmente al digitale che cosa ci è dato sperare? Quale mondo possiamo desiderare? Dall’Intelligenza artificiale al nostro vissuto quotidiano, dalle guerre vicine a quelle lontane, quali narrazioni e visioni possono permetterci di costruire un mondo più umano? Oggi e soprattutto domani lo spazio sarà la nuova frontiera della convivenza o dello scontro, del fiorire o dell’appassire. Nel mondo delle macchine cerchiamo insieme un codice adulto per custodire l’umano di oggi e di domani.

Meravigliarsi ai tempi dell’Intelligenza Artificiale

Dalla base spaziale di Vandenberg, in California, lo scorso 12 giugno un razzo Falcon 9 di SpaceX ha portato in orbita la prima missione spaziale della storia della Chiesa. Il cubesat, un satellite miniaturizzato dalle dimensioni di una scatola da scarpe, è stato costruito dagli studenti del Politecnico di Torino e operato dall'Agenzia Spaziale Italiana con la missione di portare nello spazio il nanobook, realizzato dal CNR, con le parole pronunciate da Papa Francesco il 27 marzo 2020 durante la Statio Orbis, e le riflessioni che ne sono scaturite. Quel momento indimenticabile, nel quale sul sagrato della Basilica di San Pietro il Papa ha fermato il tempo e lo spazio, sospesi nell’angoscia della pandemia, è diventato un libro. Il volume è stato conservato al Deposito globale delle sementi, alle Isole Svalbard, come seme di speranza per tutta l’umanità, e poi ha cambiato nuovamente formato fino a diventare un nanolibro, inviato nello spazio in orbita eliosincrona per attraversare il cielo di tutto il mondo con il sorgere del sole.

«La tecnologia dev’essere un motore di speranza per tutta l’umanità» spiega don Luca Peyron, direttore della Pastorale universitaria di Torino, coordinatore del Servizio per l'Apostolato Digitale e docente di Teologia all’Università Cattolica, durante l’incontro “Meravigliarsi ai tempi dell’Intelligenza Artificiale: emozioni e tecnologia” nella prima edizione di Soul - Festival di Spiritualità promosso dall’ateneo e dall’Arcidiocesi di Milano. Per dare forma alle sue parole, Peyron sceglie il progetto “Spei Satelles”. «Questo satellite è stato costruito da ventenni, insieme ai loro professori e a professionisti esperti. La chiave del futuro, per continuare a meravigliarsi, è l’intergenerazionalità» prosegue il coordinatore del Servizio per l'Apostolato Digitale. «Se noi analogici siamo in grado di trasmettere la passione per la vita a chi è nato digitale, il mondo digitale sarà un mondo capace di continuare a custodire la vita. Siamo tutti nella stessa barca, nello stesso Pianeta, sulla stessa astronave».
«La meraviglia è un’emozione epistemica perché genera conoscenza, attiva in noi la voglia di espandere i nostri confini» racconta Giuseppe Riva, docente di Psicologia generale e di Psicologia della comunicazione e direttore di HTLab, il laboratorio dell’Università Cattolica che investiga il rapporto tra esperienza umana e tecnologia. «La meraviglia ha due facce molto diverse, in italiano sono rese dalla stessa parola ma gli americani utilizzano il termine wonder, la meraviglia positiva che fa scaturire voglia di emulazione, e awe, quella meraviglia che genera stupore ma anche paura. Ecco, l’Intelligenza Artificiale genera awe, perché non la capiamo».
Nella Sala Buzzati della Fondazione Corriere della Sera, durante il dialogo moderato da Massimo Sideri, editorialista del quotidiano milanese, Riva spiega che «ChatGPT non ha meraviglia, perché la meraviglia nasce dalla sorpresa mentre ChatGPT usa la probabilità, ciò che ci dice è prevedibile». Le risposte che ci fornisce non sono casuali, ma «frutto della previsione che fa la tecnologia», e sarà «tanto più precisa quanto più l’accesso alla base dati sarà vasto». Al contrario, la meraviglia ha un ruolo centrale nella nostra esistenza perché «ci permette di uscire dal quotidiano», prosegue Riva. «Ciascuno di noi tende a rimanere nella propria zona di comfort perché ci dà sicurezza. Andiamo a prendere il caffè in un certo bar perché sappiamo che lì il caffè ci piacerà. Facciamo cose che riusciamo a prevedere. Il problema è che a furia di non rischiare, e di non voler andare oltre la comfort zone, non cresciamo. Andare oltre la zona di comfort ha un costo, ed è la meraviglia che ci dà la forza di sostenere questo costo. Nella storia dell’uomo, è sempre stato uno degli elementi che ha permesso alla cultura di evolvere, e alle persone di affrontare sfide che all’inizio sembravano impossibili».  
«Il mio nipotino ha undici anni, e come tutti i bambini gioca con i videogiochi» racconta Peyron. «Purtroppo, tifa la Juventus, e sceglieva sempre Cristiano Ronaldo (sorride, ndr). Sogno un videogioco in cui a un certo punto Ronaldo si fermi, si giri e gli dica: “Nico, adesso basta, vai a giocare in cortile, ci vediamo tra cinque ore”. L’immaginazione nasce dalle nostre ferite e dalle carezze che ci vengono date, dal desiderio di essere significativi per qualcuno. Se non ci educhiamo all’idea che essere significativi è molto diverso dall’essere performanti, riduciamo l’essere umano a macchina, a numero, a statistica». Eccolo, il segreto per continuare a meravigliarsi ai tempi dell’Intelligenza Artificiale. È nell’alleanza tra umano e macchina.
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Ad aprile due videoconferenze promosse dal Polo Cittattiva

Si svolgeranno in videoconferenza gli appuntamenti in programma nel mese di aprile promossi da Polo Cittattiva per l’Astigiano e l’Albese_I.C. di San Damiano d’Asti, Museo Arti e Mestieri di un Tempo e Comune di Cisterna con Fra Production Spa, Israt, Associazione “Franco Casetta”, Libreria Il Pellicano” e Aimc di Asti.

Gli incontri sono gratuiti e aperti a tutte le persone interessate. Gli insegnanti di ruolo riceveranno il codice da inserire sulla Piattaforma Ministeriale Sofia.



Link modulo di iscrizione: https://forms.gle/XyR2b6X4kN2pQtdo6

Giovedì 4 aprile alle 18 in videoconferenza (Meet) “Intelligenza artificiale e/o artificio dell’intelligenza? La sfida dell’IA tra rischi e opportunità”. Don Luca Peyron ne parlerà con Alberto Banaudi.

Luca Peyron è sacerdote della Diocesi di Torino dal 2007. Cerca i segni dei tempi che aiutino a ricucire lo strappo tra fede e scienza, tecnica ed esperienza di Cristo. Ha fondato e coordina il Servizio per l’apostolato digitale che è uno dei primi servizi a livello globale della Chiesa cattolica con il compito di riflettere, progettare e agire rispetto alla cultura digitale in una prospettiva di fede. Insegna teologia in diversi atenei italiani.

Alberto Banaudi è laureato in Lettere Classiche presso l’Università di Torino e quella in Filosofia presso l’Università di Genova. È professore di storia e filosofia al liceo scientifico “F. Vercelli” di Asti e di letterature classiche all’Utea. Oltre ad insegnare, si dedica alla ricerca filosofica.

In occasione del 79° anniversario della Festa della Liberazione, venerdì 19 aprile alle 18 in videoconferenza (Meet) Antonella Tarpino presenterà “Memoranda. Gli antifascisti raccontati dal loro quotidiano” (Einaudi). L’autrice ne parlerà con Mario Renosio, storico (Israt).

“Esiste una pietas reciproca e tenace che lega gli umani ai loro manufatti. Architetture, oggetti, scritti spesso sopravvivono per secoli ai loro autori o ai loro proprietari, caricandosi di una memoria emotiva pronta a essere restituita in modo immediato e tangibile a chi ne venga in contatto. Ciò vale anche per tempi relativamente recenti, che si stanno allontanando in modo inesorabile da noi con la fine degli ultimi Testimoni viventi. Sono allora sempre di più le cose, gli oggetti e i luoghi della vita quotidiana a ricucire il filo lesionato della memoria di tanti uomini e donne che si opposero al fascismo e alla dittatura. Quella difficile scelta esistenziale ha lasciato tracce indelebili proprio nei luoghi domestici, custodi di memorie ancora presenti tutto intorno a noi. È un racconto – a tratti sussultorio – di memoria, visioni, tracce quello che si snoda tra le pagine di Memoranda, guidato dalla linea tesa di un pathos che promana quasi inaspettato da quelle schegge del tempo. Cosicché oggetti, edifici, luoghi quotidiani – ma anche le figure virtuali di cose / non cose proprie dei filmati o delle fotografie – entrano nel nostro sguardo divenendo elementi attivi di una narrazione che ci coinvolge in prima persona. Frammenti di un mondo lontano, eppure emotivamente ancora vigile, l’antifascismo e la Resistenza in azione, che ci aiutano a riscoprire quel tempo fattosi pericolosamente remoto (tanto piú per le giovani generazioni), e quei valori tuttora fondativi di fronte alle pesanti incognite che gravano sul futuro”.

Antonella Tarpino è storica e saggista, ha pubblicato Sentimenti del passato. La dimensione esistenziale del lavoro storico (La Nuova Italia 1997) e ha curato il volume Il libro della memoria. Dimore, stanze, oggetti. Dove abitano i ricordi (il Saggiatore 2022). Per Einaudi, tra i suoi libri più recenti: Geografie della memoria. Case, rovine, oggetti quotidiani (2008), Spaesati. Luoghi dell’Italia in abbandono tra memoria e futuro (2012), vincitore del Premio Bagutta 2013, Il paesaggio fragile. L’Italia vista dai margini (2016), vincitore del premio internazionale The Bridge Book Award 2017, Memoria imperfetta. La comunità Olivetti e il mondo nuovo (2020) e Memoranda. Gli antifascisti raccontati dal loro quotidiano (2023).

PER INFORMAZIONI: polocittattiva_formazione@icsandamiano.edu.it


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Apostolato digitale, nuove strade per annunciare il Vangelo




L’intelligenza artificiale può entrare nella vita di una parrocchia? Si possono condividere “codici di salvezza”? Attraverso l’esperienza dell’apostolato digitale dell’Arcidiocesi di Torino ragioniamo su un tema che è interroga tutti, Chiesa compresa. Ospiti della puntata sono don Luca Peyron e Ivan Andreis del Servizio per l’Apostolato Digitale dell’Arcidiocesi di Torino.

Meravigliarsi ai tempi dell’IA. Emozioni e tecnologia

 


Un incontro realizzato da Fondazione Corriere della Sera, Università Cattolica del Sacro Cuore e Arcidiocesi di Milano, in occasione della prima edizione di Soul – Festival di Spiritualità Milano.


La meraviglia è il motore della filosofia e della conoscenza, ma anche della relazione emotiva ed empatica che intrecciamo con il mondo. Come si può educare allo stupore in un’epoca dominata dall’intelligenza artificiale? L’incontro intende presentare il panorama attuale dell’IA mettendo in luce come la capacità tecnologica di replicare e superare le funzioni cognitive umane abbia catturato la nostra immaginazione, suscitando interesse scientifico, ammirazione e diffidenza. Ma qual è l’impatto sociale, etico ed estetico di questa fusione tra intelligenza artificiale e meraviglia?
Intervengono Giuseppe Riva, professore di Psicologia della Comunicazione, Università Cattolica del Sacro Cuore; Luca Peyron, sacerdote ed esperto di nuove tecnologie. Coordina Massimo Sideri, editorialista Corriere della Sera.

L’intelligenza artificiale tra diritto, etica e sostenibilità sociale. Movimento Giovani UCID Nazionale e Sezione UCID di Messina.

 

 venerdì 15 marzo 2024
ore 15.00-18.00 
Messina


Incontro L’intelligenza artificiale tra diritto, etica e sostenibilità sociale organizzato dal Movimento Giovani UCID Nazionale e promosso dal Presidente dei Giovani della Sezione Paolo Carilli

Interverranno tra gli altri il nostro Presidente Nazionale Giovani Benedetto Delle Site e don Luca Peyron docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore


Qui maggiori informazioni sull'evento

Alla scoperta dell’intelligenza artificiale

Tre incontri, ogni venerdì dal 22 marzo alle 21 a Faventia Sales, per la ventiquattresima edizione della Settimana della cultura scientifica

Torna la Settimana della cultura scientifica a firma della Palestra della scienza, con una ventiquattresima edizione tutta dedicata all’intelligenza artificiale, trattata in tre serate in programma a Faventia Sales, sempre alle 21 di venerdì, il 22 marzo, il 19 aprile e il 3 maggio. Eventi che verranno replicati, la mattinata successiva all’incontro aperto al pubblico, all’interno di conferenze dedicate agli studenti del liceo Torricelli-Ballardini e dell’istituto tecnico Oriani (oltre che del liceo Fulcieri di Calboli di Forlì). Tutte le serate saranno condotte dal giornalista scientifico Paolo Magliocco, noto al grande pubblico soprattutto quale volto del programma Rai Superquark. Il primo incontro, il 22 marzo, vedrà protagonista Eleonora Barelli, ricercatrice presso l’Ifab, fondazione che si occupa proprio di studiare quelli che vengono definiti i Big data e l’Intelligenza artificiale, oggi impegnata a progettare applicazioni possibili per l’uso dell’intelligenza artificiale, ma anche di raccontare a chi sia estraneo a questo campo che cosa sta succedendo nel mondo in cui lavora. Tutti infatti "abbiamo sentito parlare di AI, forse l’abbiamo anche usata, di certo siamo stati usati da lei. Abbiamo davvero un’idea chiara di che cosa sia, come funziona, che cosa può fare e fin dove potrebbero spingersi le sue capacità?". Il 19 aprile sarà la volta di Marco Mezzalama, docente per oltre trent’anni di Sistemi di elaborazione al Politecnico di Torino, dove oggi è professore emerito. Profondo conoscitore dell’architettura dei calcolatori, è oggi presidente della Fondazione Links, in cui più di trenta ricercatori si occupano di Intelligenza artificiale. Alle ricerche e alle pubblicazioni scientifiche affianca l’attività di divulgatore anche come ospite di trasmissioni di approfondimento della Rai.

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L’educazione, salvagente nel mare degli algoritmi

 Novara – «Un soggetto non-soggetto, un oggetto che diventa soggetto, un potere non dichiarato che orienta le idee». Così don Luca Peyron (direttore della Pastorale universitaria di Torino e docente di Teologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano) si esprime nell’incontro Se l’algoritmo fa l’opinione. Informazione e democrazia alla prova dell’Intelligenza Artificiale, proposto sabato 2 marzo all’Arengo del Broletto di Novara nell’ambito di Passio 2024, parlando dell’Intelligenza Artificiale e del suo ruolo nell’attuale sistema informativo. Tramontata l’era dell’informazione mediata esclusivamente da radio, tv e testate giornalistiche, ciascuno attinge sempre più individualmente al mare di informazioni disponibili in Internet in cui – spiega il relatore Stefano Pasta, membro del CREMIT (Centro di Ricerca sull’Educazione ai Media, all’Innovazione e alla Tecnologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano) – «gli algoritmi selezionano per noi le informazioni che ritengono più adatteimparando dalle nostre scelte e dai nostri like ciò che corrisponde alle nostre preferenze. Siamo così sospinti a rinchiuderci in “echo chambers”, “bolle informative” in cui siamo raggiunti solo da notizie e commenti che finiscono con il confermare il nostro modo di pensare».

Un’azione che «sospinge dolcemente e inavvertitamente, dandoci l’impressione di essere liberi nella scelta delle fontie crea un “regime discorsivo” in cui la veridicità dei fatti assume sempre meno importanza rispetto alla loro capacità di suscitare emozioni e di rinforzare le convinzioni degli utenti; ne nasce un quadro confuso, in cui convivono molte “verità” senza gerarchia e senza prospettive di confronto e di verifica sui dati». Indispensabili quindi, gli algoritmi, per orientarci in Internet ma anche potenti filtri di orientamento dell’opinione pubblica, al punto che, spiega Pasta «è in corso un dibattito sulla loro limitazione e regolamentazione per giungere a un diritto del Web». Ma ancora più importante è l’educazione degli utenti, in particolare i giovani, al loro utilizzo consapevole, perché – conclude Peyron – «non è il diritto la soluzione alla possibilità di essere manipolati, pena il rischio che il “politically correct” sterilizzi il pensiero e le interazioni umane, e limiti inutilmente le possibilità degli strumenti digitali, ma il nostro strumento di difesa deve essere la consapevolezza di noi stessi e delle nostre posizioni, e la capacità di argomentarle».

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La bellezza del cielo profondo e il senso della vita: ne parla don Luca Peyron alla Scuola Popolare di Asti

Era già stato ad Asti poche settimane fa in occasione di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti. Ora torna protagonista di una delle lezioni della scuola popolare, il ciclo di incontri formativi per adulti organizzato dalla parrocchia Nostra Signora di Lourdes, il Progetto Culturale della Diocesi e la pastorale Sociale e del Lavoro.



Don Luca Peyron, referente della Pastorale universitaria della diocesi di Torino e della Regione nonché coordinatore del Servizio per l’Apostolato digitale, sarà infatti protagonista di un incontro che si terrà lunedì 4 marzo, alle 21, nel salone della parrocchia. Presentando il suo libro “Cieli sereni. Trovare Cristo seguendo le stelle (e con l’uso di un telescopio)” (Ed. San Paolo) don Peyron parlerà della bellezza del cielo profondo e del senso della vita.

“In un tempo confuso – afferma don Luca – riprendiamo in mano la bellezza e la meraviglia del creato come faro per ritrovare il senso e la destinazione, come recita l’ultimo verso dell’inno alla gioia: “Intuisci il tuo creatore, mondo? Cercalo sopra la volta stellata! Sopra le stelle deve abitare”.


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Diocesi: Novara, presentata l’edizione 2024 di “Passio” dedicata all’intelligenza artificiale

 “A Sua immagine lo creò. Quale spazio per l’umano nell’era dell’intelligenza artificiale?” è il tema dell’edizione 2024 di “Passio. Cultura e arte attorno al mistero pasquale”, presentata questa mattina a Novara. 

Alla conferenza stampa sono intervenuti il vescovo di Novara, Franco Giulio Brambilla; don Silvio Barbaglia, presidente dell’associazione Nuova Regaldi Ets che organizza la manifestazione; insieme al vicepresidente Stefano Ferrari e al segretario e Riccardo Dellupi. Erano presenti anche Luca Piantanida, assessore alla Cultura del Comune di Novara, ed Eva Boglio dell’associazione “Artenova”. La manifestazione – che si terrà dal 14 febbraio al 7 aprile a Novara – è dedicata all’intelligenza artificiale e, si legge in una nota, “propone una riflessione sulla rivoluzione digitale in corso, per valutarne gli impatti sociali, i risvolti etici, e gli interrogativi posti all’identità stessa dell’uomo”.

“L’uso della parola ‘intelligenza’ con l’aggettivo ‘artificiale’ fa brillare il paradosso della differenza umana”, scrive mons. Franco Giulio Brambilla, nel suo messaggio per l’avvio di Passio 2024: “La sua singolarità non può essere rubata, nessun algoritmo potrà dire o riprodurre l’intuizione, la sensibilità, l’emozione, la creatività dell’umano, ma soprattutto la sua decisione morale e la relazione al suo destino”. Per don Barbaglia, Passio 2024 “sarà l’occasione per riflettere su una rivoluzione, trasversale a ogni campo dell’attività umana”. Di qui l’importanza di offrire strumenti culturali per “apprezzarne le grandi potenzialità e interrogarsi sulla necessità che essa sia resa sicura e affidabile, e che i vantaggi che essa offre siano disponibili a tutti, affinché l’uomo sia protagonista, e non spettatore o vittima, di questo nuovo e grande cambiamento globale”.

In programma sei incontri a Novara sull’intelligenza artificiale con, fra gli altri mons. Vincenzo Paglia, presidente Pontificia Accademia per la vita; don Luca Peyron (direttore della Pastorale universitaria di Torino e docente di Teologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano); p. Paolo Benanti, membro del Consiglio Onu sull’intelligenza artificiale. Ma anche concerti, momenti di meditazione, incontri per le scuole. La manifestazione si aprirà il 14 febbraio – mercoledì delle Ceneri – nel duomo di Novara dove il vescovo Brambilla presiederà alle 18 la celebrazione eucaristica con l’imposizione delle Ceneri.

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San Francesco di Sales: Asti, il 30 gennaio don Peyron parlerà di intelligenza artificiale


MARTEDÌ 30 GENNAIO, alle ore 18
nel salone del Seminario, in piazzetta del Seminario 1
Asti

Un ospite di eccellenza per affrontare uno dei temi più dibattuti di questo ultimo periodo. Per celebrare San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, il vescovo di Asti, mons. Marco Prastaro, ha invitato don Luca Peyron, referente della Pastorale universitaria della diocesi di Torino e della Regione nonché coordinatore del Servizio per l’Apostolato digitale. 

L’incontro sarà l’occasione per approfondire la tematica dell’Intelligenza artificiale partendo dal tema che Papa Francesco ha scelto per la 58ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali: “Intelligenza artificiale e sapienza del cuore: per una comunicazione pienamente umana”.

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