Le nuove frontiere e i problemi dell'Intelligenza Artificiale

 PROGRAMMA:

4 ottobre 2023 | ore 18

Coordina: Chiara TINTORI

Intervengono:
Andrea CARDOBENE - Quali sono i premi in capo e soluzioni tecnico-normative
don Luca PEYRON - Implicazioni antropologiche ed etiche


9 novembre 2023 | ore 18.00

Coordina: Silvia MOROSI

Intervengono:
Vincenzo AMBRIOLA - Quali sono i problemi in campo e 
soluzioni tecnico-normative 
Gigio RANCILIO - 
Implicazioni antropologiche ed etiche


5 dicembre 2023 | ore 18.00

Coordina: Paola STRINGA

Intervengono:
Maria Teresa DELLA MURA - Quali sono i problemi in campo e 
soluzioni tecnico-normative 
Antonino GIANNONE - 
Implicazioni antropologiche ed etiche


La partecipazione agli incontri è libera e gratuita.

PER INFORMAZIONI: info@ambrosianeum.org



Nel cielo stellato una natura che annuncia il Vangelo

Don Luca Peyron racconta le serate assieme ai giovani con il naso all'insù sul tetto della parrocchia a guardare le stelle: è una "biblia pauperum" disponibile a tutti



C’è una nuova biblia pauperum. In realtà è antica quanto l’universo. Ma è nuova perché i fanali di strada, le luci delle città, la smania di illuminare a giorno qualunque artefatto, ha reso color caffellatte uno spettacolo che per millenni ci ha ispirato. È biblia perché è intrisa dello Spirito che aleggia sulle acque, quelle sopra di noi. È pauperum perché non è necessario avere chissà quali conoscenze o capacità, ma chiunque, di ogni età, latitudine e censo può averla a disposizione.

Il cielo stellato, galassie, nebulose, costellazioni, pianeti. Il cielo profondo come lo chiamano gli astronomi. Ed è il poverello per antonomasia, il più santo degli italiani ed il più italiano dei santi, a cantare queste pagine celesti sopra di noi. San Francesco ne era infatti così tanto innamorato, meravigliato, ispirato, che ne fa l’ossatura portante del Cantico, non a caso, di frate Sole. Laudato sì canta Francesco innanzitutto per il Sole, la nostra stella, la Luna, il nostro satellite e poi tutte loro le stelle. Al suo tempo non poteva vedere galassie e nebulose, però possiamo immaginare che in qualche modo le avrebbe inserite nel suo semplice e potente canto d’amore per il Creatore che nel creato rivela la sua paternità ed amorevolezza.

La Scrittura stessa, la Bibbia quella autentica, è costellata, non potrei usare altro termine, della presenza del cielo profondo. Per tutto bastino i versetti del Salmo 19 ove “I cieli narrano la gloria di Dio, l’opera delle sue mani annuncia il firmamento. Il giorno al giorno ne affida il racconto e la notte alla notte ne trasmette notizia”.

In un tempo ove l’annuncio del Vangelo deve trovare nuove strade per essere espresso, ove tecnologia e pensiero scientifico sono le nuove religioni e la nuova pratica religiosa, abbiamo strade antiche e ad un tempo nuove da proporre all’umano inconsciamente assetato di Dio, ma coscientemente smarrito in una sua ricerca disordinata e rapsodica?

Non ho una ricetta, ma una esperienza che sta diventando proposta che ha, letteralmente, di nuovo illuminato i cieli di molti, soprattutto bambini e giovani. Il cielo. Quello che è abitato da un Padre straordinario che sembra aver puntellato con garbo il nero sopra di noi come a lasciare briciole di pane per farsi trovare. Che ha colorato polveri e gas per permettere a chi fa della scienza e della tecnica uno dei pilastri della propria esistenza di farsi abbracciare dal fattore di quella intelligenza e di quella meraviglia usando un telescopio ed una telecamera. Sto sperimentando come la natura annunci il Vangelo mettendo un telescopio sul tetto della parrocchia o costruendo con studenti universitari di mezzo mondo, in un progetto di Fondazione Matrice, piattaforme astronomiche. Ho abbracciato stupore e assaporato meraviglia. Ho, soprattutto, gioito del fatto che in tanti hanno letto che sì, il loro nome è scritto nei cieli, ma soprattutto nel palmo della mano di Dio. Laudato sì.

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Week end della Scienza 2023 - L'uomo, la vita, l'universo

Week end della Scienza 2023 15 - 17 settembre 2023



Programma:

15/9 ore 21.00 Conferenza "L'Universo racconta: vita e misteri del cosmo". 
Interverranno: don Luca Peyron e Federico Manzini - presso ex Sala Consiliare, via Magenta n. 25;

16 e 17/9 Mostre a tema dalle ore 15.00 alle ore 18.00 - presso lo Spazio Espositivo di Villa Brentano (1° piano);

16/9 dalle ore 20.30 alle ore 23.30 Osservazione del cielo con i telescopi - presso la scuola Mentasti, piazzale Partigiani d'Italia, (in caso di maltempo l'osservazione sarà rimandata a domenica).

La manifestazione è organizzata dal Gruppo di Ricerca Storica di Busto Garolfo, con il patrocinio del Comune di Busto Garolfo e con la collaborazione del Circolo Astrofili Trezzano.

Evento gratuito

Il corpo, la fede, la tecnologia: l’Assunta “sfida” il cyborg

 

La tentazione transumanista vede nell’innesto tra essere umano e macchina una promessa di immortalità. Maria Assunta è invece il segno che non ci può essere spiritualità che svaluti il corpo



Ricordate l’albero della vita, quello posto al centro di Eden? Vi è qualcuno, più di uno, che tenta nuovamente di mettervi mano. Nuovamente l’umano è attraversato dalla tentazione di essere immortale da solo, senza Dio, senza un Dio. Ed eleva questo suo tentativo a spiritualità, talora desumendone gli assunti perfino dalla spiritualità cristiana. È la tentazione transumanista, che vede nell’innesto tra essere umano e macchina, o tra macchina ed essere umano, la frontiera dell’umanità nuova, una promessa tecnica di immortalità possibile.

Tocca alla nuova Eva, che abbiamo celebrato nel giorno dell’Assunta, segnare ancora una volta la strada del ritorno al cuore di Dio. Il dogma dell’assunzione, come ogni dogma nella Chiesa, presidia la fede, dei semplici e non solo, ma è anche sorgente inesauribile di riflessione e di ispirazione per interpretare il tempo presente, il tratto della storia che siamo chiamati ad abitare. Nell’assunzione di Maria ritroviamo la divinità di Cristo declinata nella finitezza creaturale di Maria che è quella di ciascuno di noi, che è quella della storia nel suo insieme capace di diventare dunque profezia, promessa, opportunità o tragicamente sconfitta.

La donna che viene assunta in Cielo è la cifra secondo la quale non vi può essere alcuna spiritualità cristiana che non tenga ben presente il corpo con le sue istanze, debolezze, fragilità e grandezza. Nello stesso tempo essa è la cifra secondo la qualche nessuna corporeità ha davvero senso se non è orientata a un fine ultimo e ultimativo che non sia squisitamente spirituale, trascendente e mistico.

Nella condizione digitale e macchinica che abitiamo, l’assunzione di Maria ci dona e nuovamente rivela una verità necessaria: non è la tecnica che donerà immortalità al corpo ma solamente l’apertura del corpo all’essere abitato dallo Spirito, nella fede, che può garantire tale immortalità e, alla fine dei tempi, una qualche forma di incorruttibilità che sarà compimento e coronamento alla nostra aspirazione alla relazione totalizzante con Dio e con gli altri.

In altre parole, una spiritualità cyborg che auspica che il corpo sia innestato nella macchina, o viceversa, al fine di raggiungere una ulteriore dimensione umana, una evoluzione che avvicini l’umano al divino, sconfiggendo la morte, non è cristianamente accettabile. Non perché la meta sia sbagliata ma perché il modo di raggiungerla è incoerente e la meta stessa – così come proposta dalla tecnica – è falsa. Non vi è dubbio che la tecnica sia una piena espressione dell’umano e del suo specifico e, come tale, sia un dono particolare che la nostra natura ha ricevuto, sino a poter affermare che specialmente nella tecnica l’essere umano si dimostra gigante, figlio prediletto del Padre.

Con la tecnica l’umano deve combattere per avere una vita migliore, per prendersi cura del corpo, guarirlo, curarlo. Tuttavia esiste una questione fondamentale che non può essere annullata. Maria è assunta in cielo perché ha terminato il corso della sua vita terrena. Questo transito è, per quanto possa sembrare paradossale, l’inizio dell’immortalità anche corporea, pur nelle diverse tempistiche rispetto all’Assunta. Il nostro desiderio di immortalità non è una illusione, una tentazione, un esercizio dialettico o poetico. È un desiderio sano e santo, che non è perseguibile però in qualunque modo: per ciascuno di noi deve passare dalla morte. Quindi perché dovremmo preferire la via di Maria a quella della tecnica? Perché attraverso la morte si apre la comunione con Dio e con coloro che ci hanno preceduti. Attraverso la tecnica, ammesso che un giorno mantenga ciò che promette – fatto per nulla scontato, e in ogni caso non sappiamo a quale prezzo –, non si apre nulla di nuovo: permane semplicemente l’attuale. Con i suoi dolori, le sue ingiustizie, le sue assenze. Le sue presenze ma in forme velate, analogiche, simboliche, anche sacramentali ma del tutto imparagonabili al vedere faccia a faccia.

L’unico che sconfigge l’angelo della morte è il sangue dell’Agnello da cui Maria ha tratto ogni sua delizia. E noi con lei, in questo passaggio tra tempo ed eternità. Pur non comprendendo tutto, ma sapendo di poterlo custodire nel nostro cuore affinché porti frutto.

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#pantarei404 l’universo in una stanza. Sesta edizione del festival dell’innovazione

 Sabato 16 Settembre presso Auditorium Varco, Cuneo

al Festival dell’Innovazione 2023 affronteremo il dialogo tra la tecnologia e l’etica.

Evento gratuito con prenotazione obbligatoria



Tecnologia ed etica possono essere in relazione tra loro?
Sono elementi in contrasto o possono andare di pari passo?
Dove finisce una e dove inizia l’altra?

Ne parleremo con i nostri ospiti e insieme a voi per toccare con un dito "l’universo in una stanza"

PROGRAMMA


• 8.45: Accrediti & welcome coffee
• 9.15: Saluti istituzionali
• 9.30: Katia Colucci
Head of Innovation Lab at SISAL con “L’ Etica della sostenibilità”
• 9.55Massimo Canducci
Chief Innovation Officer di Engineering SpA con “La bussola dell’Innovazione”
• 10.15Emanuela Girardi
Founder of POP.AI con “Algo-Intelligenze”
• 10.40Hector Gonzalez
Full Professor in Marketing; Research Director/Representative at ESCP Business School con “The Coming Wave of Social Robots – Ethical Challenges” (Intervento in Inglese)
• 11:05Don Luca Peyron
Giurista, Teologo e Sacerdote diocesano con “Imparare dalle stelle”
• 11.30Marina Geymonat
Enterprise Data, AI and Analytics at CAPGEMINI con “Un futuro Dato”
• 11.55Simona Ruffino
Brand strategist e neurobrand specialist con “Neuromarketing: una sfida sempre più intelligente”
• 12.10Stefano DeNicolai
Full Professor of Innovation Management UNIPAVIA con “Etica ‘trasformativa’ come leva per cambiamenti epocali”
• 12.35: saluti finali
• 12.45: Pranzo* di networking presso l’ Open Baladin (posti riservati ai primi 100 iscritti)

Qui per la registrazione gratuita


Papa Francesco arruola l'intelligenza artificiale come strumento di pace

 

Il messaggio per la giornata del primo gennaio dedicato all'Ai che è quanto più di nuovo e radicale investe il tempo che viviamo. Bergoglio sollecita un dialogo su queste nuove tecnologie, dotate di potenzialità dirompenti e effetti ambivalenti. E punta sui giovani: hanno cambiato la sensibilità sull'inquinamento, possono incidere sui destini delle macchine che popolano il nostro quotidiano.



I progressi nel campo dell’intelligenza artificiale hanno «un impatto sempre più profondo sull’attività umana, sulla vita personale e sociale, sulla politica e l’economia» e per questo il tema del messaggio di Papa Francesco per la prossima Giornata mondiale della pace del primo gennaio 2024 avrà per titolo “Intelligenza artificiale e pace”. Lo ha annunciato nei giorni scorsi il Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale della Santa Sede.

Il primo di gennaio la Chiesa Cattolica celebra la solennità di Maria Madre di Dio, ma per volere di Paolo VI, che ne specifica le ragioni con un messaggio datato 8 dicembre 1967, in quel medesimo giorno, il primo di ogni anno civile, la: «Chiesa cattolica, con intenzione di servizio e di esempio, vuole semplicemente "lanciare l'idea", nella speranza ch'essa raccolga non solo il più largo consenso del mondo civile, ma che tale idea trovi dappertutto promotori molteplici, abili e validi a imprimere nella "Giornata della Pace", da celebrarsi alle calende d'ogni anno nuovo, quel sincero e forte carattere d'umanità cosciente e redenta dai suoi tristi e fatali conflitti bellici, che sappia dare alla storia del mondo un più felice svolgimento ordinato e civile». Continua Paolo VI: «La pace si fonda soggettivamente sopra un nuovo spirito, che deve animare la convivenza dei Popoli, una nuova mentalità circa l'uomo ed i suoi doveri ed i suoi destini».

Nella scia di Paolo VI

Nel proporre come tema della prossima giornata l’intelligenza artificiale, Bergoglio si pone dunque in linea con le intenzioni del suo successore. L’AI è quanto di più nuovo e radicale investe il tempo che viviamo. Papa Francesco, si legge nel comunicato del Dicastero, «sollecita un dialogo aperto sul significato di queste nuove tecnologie, dotate di potenzialità dirompenti e di effetti ambivalenti”, richiamando, “la necessità di vigilare e di operare affinché non attecchisca una logica di violenza e di discriminazione nel produrre e nell’usare tali dispositivi, a spese dei più fragili e degli esclusi: ingiustizia e disuguaglianze alimentano conflitti e antagonismi».

L’urgenza, è quindi quella«di orientare la concezione e l’utilizzo delle intelligenze artificiali in modo responsabile, perché siano al servizio dell’umanità e della protezione della nostra casa comune», con l’esigenza di estendere questa riflessione etica «all’ambito dell’educazione e del diritto». «La tutela della dignità della persona e la cura per una fraternità effettivamente aperta all’intera famiglia umana», infatti, «sono condizioni imprescindibili perché lo sviluppo tecnologico possa contribuire alla promozione della giustizia e della pace nel mondo».

Un raccordo con Lisbona

Vorrei sottolineare un raccordo importante tra queste parole e quelle con cui Francesco ha commentato la Giornata Mondiale della Gioventù tenutasi pochi giorni fa a Lisbona:«La Gmg ha mostrato a tutti che è possibile un altro mondo: un mondo di fratelli e sorelle, dove le bandiere di tutti i popoli sventolano insieme, una accanto all’altra, senza odio, senza paura, senza chiusure, senza armi! Il messaggio dei giovani è stato chiaro: lo ascolteranno i “grandi della terra”? Mi domando, ascolteranno questo entusiasmo giovanile che vuole pace? È una parabola per il nostro tempo, e ancora oggi Gesù dice: “Chi ha orecchie, ascolti! Chi ha occhi, guardi!”. Speriamo che tutto il mondo ascolti questa Giornata della Gioventù e guardi questa bellezza dei giovani andando avanti». Qui credo, stia il punto. Auspicare una AI a misura d’uomo, strumento di pace e non di guerra, nelle tante forme in cui essa si combatte, rischia di essere un utopico e forse flebile auspicio. Gli interessi economici in gioco sono tali e tanti che difficilmente un discorso li può spostare.

Ma la speranza nasce dalle nuove generazioni. Dai giovani. Se qualche cosa è davvero cambiato nella sensibilità comune sull’inquinamento, e ben sappiamo quali interessi ci sono sugli idrocarburi, lo si deve ai giovani. Allo stesso modo credo che affidare a loro la pace come ha fatto Francesco significhi anche a loro affidare i destini dell’intelligenza artificiale, del suo uso, dei suoi pregi e dei suoi grandi difetti. Una tecnologia giovane in mano a giovani dal cuore aperto e vivo, ancorati a valori che non siano solo il profitto, ma anche il comune destino di questo pianeta. Delle sue foreste così come delle macchine che popolano il nostro quotidiano.

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