Apostolato digitale, nuove strade per annunciare il Vangelo




L’intelligenza artificiale può entrare nella vita di una parrocchia? Si possono condividere “codici di salvezza”? Attraverso l’esperienza dell’apostolato digitale dell’Arcidiocesi di Torino ragioniamo su un tema che è interroga tutti, Chiesa compresa. Ospiti della puntata sono don Luca Peyron e Ivan Andreis del Servizio per l’Apostolato Digitale dell’Arcidiocesi di Torino.

I comunicatori ecclesiali e l’intelligenza artificiale: sfide e opportunità

Riparte il percorso proposto dall’Ufficio diocesano a chi opera in parrocchie, comunità e associazioni: tre incontri (4 maggio, aperto anche ai giornalisti con crediti formativi; 18 maggio; 1 giugno). 

Iscrizioni entro l’1 maggio



Nell’era dell’intelligenza artificiale tutto il mondo della comunicazione e dell’informazione si trova di fronte a nuove sfide e a opportunità senza precedenti. I motori di intelligenza artificiale consentono infatti la generazione di testi, immagini e video in modo così rapido e accessibile da destare qualche preoccupazione e far sorgere dilemmi. Come è possibile navigare questo terreno, sfruttando al meglio le risorse offerte dalla tecnologia, senza compromettere l’autenticità e la profondità del messaggio della Chiesa? C’è il rischio che la comunicazione diventi anch’essa artificiale, frutto unicamente di algoritmi, e perda la sua aderenza con la realtà? È possibile usare questi strumenti in modo intelligente ponendoli a servizio della verità?

Le parole del Papa

Questi e altri interrogativi saranno il fulcro del percorso di formazione proposto dall’Ufficio diocesano Comunicazioni sociali a tutti coloro che si occupano di comunicazione in ambito ecclesiale, dalle parrocchie alle comunità, alle associazioni. Papa Francesco, nel suo messaggio per la 58ma Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali (leggi qui), ha indicato l’importanza di affrontare in modo responsabile l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla comunicazione: «Spetta all’uomo decidere se diventare cibo per gli algoritmi oppure nutrire di libertà il proprio cuore, senza il quale non si cresce nella sapienza».

Il percorso formativo, che riprende il cammino «La parrocchia comunica» dopo 6 anni dall’ultimo evento, sarà aperto da un convegno il 4 maggio, che affronterà le sfide etiche e deontologiche dell’AI per giornalisti e comunicatori, offrendo una panoramica teorica e metodologica sull’argomento.

Il primo incontro

Dopo i saluti di Stefano Femminis, responsabile dell’Ufficio Comunicazioni sociali, e di don Simone Bruno, direttore editoriale di San Paolo Edizioni (media partner dell’evento), la prolusione di monsignor Lucio Ruiz, segretario del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, e un intervento video di padre Paolo Benanti, presidente della Commissione governativa sull’intelligenza artificiale per l’informazione, introdurranno la tavola rotonda tra Antonella Marchetti (direttore del Dipartimento di Psicologia dell’Università cattolica), don Luca Peyron (responsabile dell’Apostolato Digitale della diocesi di Torino e membro dello Humane Technology Lab) e Pietro Saccò (giornalista di Avvenire). La mattinata sarà coordinata da Martina Pennisi, giornalista del Corriere della Sera. Questo incontro sarà aperto anche ai giornalisti, previa iscrizione su formazionegiornalisti.it, e riconoscerà crediti formativi per gli iscritti all’Ordine.

Gli altri appuntamenti

Successivamente, il 18 maggio e il 1° giugno, il percorso proseguirà concentrandosi sui risvolti pratici, fornendo agli operatori pastorali gli strumenti necessari per navigare il mondo della comunicazione digitale in modo efficace e responsabile. Dalla gestione dei social media alla creazione di contenuti multimediali, questi incontri offriranno un’opportunità preziosa per acquisire padronanza con i nuovi strumenti di comunicazione e sfruttare le potenzialità dell’AI.

Gli incontri si terranno al sabato mattino dalle 9.45 alle 12.45 presso la sede dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (largo Gemelli 1, Milano). Per il programma dettagliato e le iscrizioni, da effettuarsi entro il 1° maggio: www.centropastoraleambrosiano.it

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Meravigliarsi ai tempi dell’IA. Emozioni e tecnologia

 


Un incontro realizzato da Fondazione Corriere della Sera, Università Cattolica del Sacro Cuore e Arcidiocesi di Milano, in occasione della prima edizione di Soul – Festival di Spiritualità Milano.


La meraviglia è il motore della filosofia e della conoscenza, ma anche della relazione emotiva ed empatica che intrecciamo con il mondo. Come si può educare allo stupore in un’epoca dominata dall’intelligenza artificiale? L’incontro intende presentare il panorama attuale dell’IA mettendo in luce come la capacità tecnologica di replicare e superare le funzioni cognitive umane abbia catturato la nostra immaginazione, suscitando interesse scientifico, ammirazione e diffidenza. Ma qual è l’impatto sociale, etico ed estetico di questa fusione tra intelligenza artificiale e meraviglia?
Intervengono Giuseppe Riva, professore di Psicologia della Comunicazione, Università Cattolica del Sacro Cuore; Luca Peyron, sacerdote ed esperto di nuove tecnologie. Coordina Massimo Sideri, editorialista Corriere della Sera.

“L’intelligenza artificiale serve ma non deve asservire”

Dobbiamo essere vivi». Questo, secondo Don Luca Peyron, è l’unico modo per affrontare il cambiamento che ci attende. Don Peyron è faculty fellow del centro Nexa su Internet, società del Politecnico di Torino, fa parte del Consiglio scientifico dello Humane Technology Lab dell’Università del Sacro Cuore e ha coordinato gli aspetti pastorali della prima missione spaziale della Chiesa Cattolica, Spei Satelles. Il suo ultimo libro «Cieli Sereni» affronta la tecnologia dal punto di vista della fede.

Sopravviveremo all’avvento dell’intelligenza artificiale?
«Dovremo tornare a essere uomini per farlo. Come tutte le evoluzioni tecnologiche, se servirà sarà utile, se asservirà sarà deleteria. Saremo noi a fare la differenza».
Che cosa vuol dire tornare a essere uomini?
«Tornare a essere vivi. Scendere dal divano e ricominciare a vivere. La pandemia ci ha reso ancora più solitari: non possiamo più permetterci di brontolare dietro lo schermo di un pc. Dovremo metterci in gioco e prenderci delle responsabilità»
Sta parlando delle nuove generazioni?
«No, i ventenni di oggi sanno perfettamente quando usare un social e quando spegnerlo per iniziare a pensare o a leggere: sono loro i maggiori acquirenti di libri di carta. I social, soprattutto facebook, sono usati da cinquantenni e sessantenni frustrati. Sono proprio loro che devono imparare a usare i social e le tecnologie, sapere quando usarle e quando smettere. Non si può più dire: il mio tempo è passato, adesso tocca ad altri».
Perché?
«Per non negare agli altri il patrimonio di conoscenze di cui sono in possesso, auto relegandosi a un ruolo di burbera marginalità: tutti dovranno ricominciare a vivere e a dare il proprio contributo, serenamente, a questa società. Senza contare che, tra uno o due anni, anche un settantenne per prendere il biglietto dell’autobus dovrà ricorrere a queste tecnologie. Non se ne potrà più fare a meno»,
Come sarà possibile adattarsi?
«Dovremo ricominciare a pensare: la nostra dignità sta in questo. Siamo stati abituati per troppo tempo a pensare che questa risiedesse in quanto consumiamo ma non è così. La dignità dell’uomo non è in quanto consuma, ma è nel suo pensiero. E’ questo che lo rende uomo e non macchina. Dovremo ricominciare a dialogare e smettere di discutere».
Un cambio di paradigma sociale?
«A farla da padrone non sarà la legge del più forte ma la legge del più vivo. Le macchine non lo sono. Noi siamo umani e possiamo fare molto di più. Ma dovremo farlo»
Ci saranno ripercussioni sul mondo del lavoro?
«Prendo ad esempio la figura professionale del correttore di bozze: in molti dicono che non ci sarà più, sostituita da software molto più performanti. Ma non sarà solo così: già adesso le grandi multinazionali stanno licenziando interi settori produttivi sostituendoli con le macchine.»
Non siamo pronti allora…
«Abbiamo scuole che insegnano come dialogare con le macchine? Abbiamo università che educano al pensiero laterale e non a quello verticale focalizzato sul singolo bullone? Abbiamo un mondo del lavoro con la flessibilità di pensiero necessario per poter instaurare un proficuo rapporto con le macchine? Abbiamo una Pubblica Amministrazione che saprà rimodularsi al servizio, e non come ostacolo, alla collettività? Abbiamo una cultura che saprà andare oltre la superficie?»
Me lo dica lei…
«Le avremo. Dovremo averle. Il mondo va in quella direzione, dovremo usare le macchine e non farci sostituire, diventando parte attiva e propositiva di questo tempo, utilizzando le peculiarità che ci rendono umani: vivendo. Mi fanno un po' sorridere le persone che sui social criticano la politica e poi non vanno a votare. Dobbiamo essere parte attiva».

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L’intelligenza artificiale tra diritto, etica e sostenibilità sociale. Movimento Giovani UCID Nazionale e Sezione UCID di Messina.

 

 venerdì 15 marzo 2024
ore 15.00-18.00 
Messina


Incontro L’intelligenza artificiale tra diritto, etica e sostenibilità sociale organizzato dal Movimento Giovani UCID Nazionale e promosso dal Presidente dei Giovani della Sezione Paolo Carilli

Interverranno tra gli altri il nostro Presidente Nazionale Giovani Benedetto Delle Site e don Luca Peyron docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore


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Alla scoperta dell’intelligenza artificiale

Tre incontri, ogni venerdì dal 22 marzo alle 21 a Faventia Sales, per la ventiquattresima edizione della Settimana della cultura scientifica

Torna la Settimana della cultura scientifica a firma della Palestra della scienza, con una ventiquattresima edizione tutta dedicata all’intelligenza artificiale, trattata in tre serate in programma a Faventia Sales, sempre alle 21 di venerdì, il 22 marzo, il 19 aprile e il 3 maggio. Eventi che verranno replicati, la mattinata successiva all’incontro aperto al pubblico, all’interno di conferenze dedicate agli studenti del liceo Torricelli-Ballardini e dell’istituto tecnico Oriani (oltre che del liceo Fulcieri di Calboli di Forlì). Tutte le serate saranno condotte dal giornalista scientifico Paolo Magliocco, noto al grande pubblico soprattutto quale volto del programma Rai Superquark. Il primo incontro, il 22 marzo, vedrà protagonista Eleonora Barelli, ricercatrice presso l’Ifab, fondazione che si occupa proprio di studiare quelli che vengono definiti i Big data e l’Intelligenza artificiale, oggi impegnata a progettare applicazioni possibili per l’uso dell’intelligenza artificiale, ma anche di raccontare a chi sia estraneo a questo campo che cosa sta succedendo nel mondo in cui lavora. Tutti infatti "abbiamo sentito parlare di AI, forse l’abbiamo anche usata, di certo siamo stati usati da lei. Abbiamo davvero un’idea chiara di che cosa sia, come funziona, che cosa può fare e fin dove potrebbero spingersi le sue capacità?". Il 19 aprile sarà la volta di Marco Mezzalama, docente per oltre trent’anni di Sistemi di elaborazione al Politecnico di Torino, dove oggi è professore emerito. Profondo conoscitore dell’architettura dei calcolatori, è oggi presidente della Fondazione Links, in cui più di trenta ricercatori si occupano di Intelligenza artificiale. Alle ricerche e alle pubblicazioni scientifiche affianca l’attività di divulgatore anche come ospite di trasmissioni di approfondimento della Rai.

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